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Migranti, Salvini: "Con Conte linea comune. Nave Diciotti? Non c'è ancora un porto"

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Le parole del Ministro degli Interni

Migranti, Salvini:

AGGIORNAMENTO 12 LUGLIO ORE 11: Stando a quanto si apprende dal Viminale, a bordo della Nave Diciotti ci sono anche uomini della Polizia di Stato e della Capitaneria di Porto, che stanno raccogliendo elementi da riferire all'autorità giudiziaria. Al momento, la posizione del ministero dell'interno rimane la stessa. La nave potrebbe approdare in mattinata a Trapani. Ad annunciarlo è stato il ministero delle infrastrutture.

AGGIORNAMENTO ORE 16.35: Nuove dichiarazioni del Ministro Salvini: "Prima di concedere qualsiasi autorizzazione attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti dirottatori, che dovranno scendere dalla nave Diciotti in manette".

AGGIORNAMENTO 12.35: La nave Diciotti è in viaggio verso Trapani, dove dovrebbe arrivare nel pomeriggio.

Al termine del vertice con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il vice premier, ministro degli interni e leader della Lega Matteo Salvini ha fatto sapere: "Con Conte c'è una linea comune: rafforzare la sicurezza dei cittadini cittadini italiani, ponendo al centro del dibattito europeo il fatto che non possiamo essere lasciati soli".

Per quanto riguarda la questione relativa alla nave Diciotti della Guardia Costiera italiana, poi, Matteo Salvini ha precisato: "Al momento non c'è un porto. Se c'è gente che ha minacciato e che ha aggredito non sarà gente che va in albergo, ma in galera. Delinquenti che hanno dirottato una nave devono stare in galera. Stiamo raccogliendo testimonianze". In merito, invece, ai tempi di soluzione di questa questione, ha svelato: "Conto di andare a Innsbruck stasera avendo risolto il problema".

Nella giornata di ieri, il rimorchiatore italiano Vos Thalassa ha salvato 67 migranti davanti alla Libia. Al termine di un braccio di ferro tra Salvini e Toninelli, era stato deciso di farli sbarcare in Italia ma, al momento, ancora non è stato precisato se e in quale porto la nave 'Diciotti' della Guardia Costiera, sulla quale sono stati trasbordati i migranti, potrà fare sbarco.

Sempre al termine dell'incontro con il Presidente Conte, Matteo Salvini, incontrando i giornalisti presenti ha annunciato: "Da che sono ministro dell'Interno, grazie al lavoro di persone assolutamente di spessore, grazie alla linea della fermezza, sono sbarcati 21mila immigrati in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Non mi accontento voglio fare ancora meglio perche' meno sbarchi significa meno morti". Da parte sua, però, il ministro degli esteri Moavero ha chiarito: "Noi non siamo nel gruppo di Visegrad, neanche un po'. Neppure nella percezione e nella linea politica del ministro degli Interni".

Nella giornata di ieri, dicevamo, c'è stata una lite nel governo a proposito del destino dei 67 migranti messi in salvo dal rimorchiatore italiano Vos Thalassa davanti alla Libia, per poi essere trasferiti sulla nave Diciotti della Guardia Costiera. Il ministro Toninelli ha fatto sapere che "mettevano in pericolo l'equipaggio", ma Salvini ha attaccato: "Non possiamo sostituirci ai libici".

Parlando alla trasmissione "Omnibus" di La7, il vicepremier e ministro Di Maio ha affermato: "Non è immaginabile che noi chiudiamo i porti ad una nave italiana, ma condivido tutte le perplessità per quanto accade nel Mediterraneo. I porti non sono chiusi, lo sono alle Ong che non rispettano le regole.". Poi, ha spiegato: "Se si tratta di una nave italiana, che è intervenuta in una situazione che dovremo chiarire, bisogna necessariamente farla sbarcare".

Perfettamente in linea con quanto affermato da Di Maio è stata anche il ministro della difesa, Elisabetta Tria, che, in un'intervista al quotidiano 'Avvenire' ha sottolineato: "L'Italia non si gira dall'altra parte. Non l'ha fatto e non lo farà. C'è il diritto di assicurare un asilo a chi fugge dalla guerra. E il diritto di arrivare e trovare un lavoro Ho guardato cento volte le foto di migranti e ho pensato sempre una cosa: una famiglia che mette un figlio su un barcone sperando di regalargli la vita va solo aiutata".

A proposito del ruolo delle Ong, poi, ha affermato: "Dico basta a una eccessiva demonizzazione che non mi convince e non mi piace. Ci sono una maggioranza di organizzazioni luminose. Poi c'è anche qualche mela marcia che sfrutta l'emergenza migranti per fare business. La sfida - lo ripeto - è coniugare accoglienza e rigore. E capire che a volte si agisce per il bene e non sempre si arriva al bene. Soprattutto se manca un'azione coordinata".

Infine, un messaggio sugli F35: "Una eredità complicata e io, con grande onestà, posso solo dirle che non sono così sicura che avrei fatto quella stessa scelta. Ora però abbiamo preso degli impegni e per cambiare linea serve riflessione e responsabilita'. Bisogna valutare i pro e i contro. Bisogna pensare e solo dopo decidere".

Ancora al termine dell'incontro con Giuseppe Conte, Salvini ha dichiarato: "Ho ben chiaro in testa cosa andare a chiedere alla riunione dei ministri dell'Interno dell'Unione europea a Innsbruck e cosa ottenere a differenza dei passati ministri e dei passati governi che, numeri alla mano hanno fatto arrivare quasi 700mila persone in pochi anni. Sono disponibile a parlare col collega tedesco, francese e austriaco nell'esclusivo interesse nazionale. Il mio obiettivo è che entri in Italia una persona in meno rispetto a quelli che devono uscire.". A proposito delle parole di Di Maio sull'impossibilità si chiudere i porti alle navi italiane, Salvini ha spiegato: "Sono d'accordo però è anche impensabile che l'Italia si continui a farsi carico dei costi sociali ed economici che dovrebbero essere di tutti i Paesi dell'Unione: questo ribadirò oggi a Innsbruck aprendo anche altri fronti di discussione perchè ci sono accordi che altri Paesi non rispettano e quindi vedremo di mettere i puntini sulle 'i' e di farli rispettare. Conto nella nostra capacita' di convincere".

Oggi pomeriggio il ministro Salvini sarà ad Innsbruck, per parlare col collega tedesco Horst Seehofer prima della riunione dei ministri dell'Interno europei di giovedì. Incontri fondamentali per cercare di strappare (ma non sarà facile) più aiuti dall'Europa alla Libia, maggiore impegno in mare dei 27 ed un aumento dei ricollocamenti. Salvini avrà poi l'arduo compito di chiedere uno stop alle richieste sui cosiddetti movimenti secondari, i migranti registrati in Italia e poi rintracciati in altri Paesi Ue che vogliono rimandarli indietro. Tutte le richieste saranno contentute in un documento sul quale sono impegnati i tecnici del Viminale.

Francesco G. Balzano

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