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Di Maio e Salvini, non ci resta che...ridere!

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Un duo comico degno di Plauto

Di Maio e Salvini, non ci resta che...ridere!

Quello che è successo in questi giorni con Di Maio e Salvini, impegnati a varare un governo M5S-Lega, se non costituisse un fatto gravissimo da un punto di vista istituzionale potrebbe essere rubricato, nel teatrino della politica, come una delle più esilaranti trovate degne della commedia dell'arte. Anche Plauto, antico autore latino, avrebbe apprezzato il talento di questi giovani allievi.

Domenica sera con dichiarazioni ammantate da grandi sorrisi e con una punta di ambiguità, riferita al nome del misterioso candidato premier, Di Maio aveva annunciato al Capo dello Stato e al popolo impaziente che ormai era stato raggiunto l'accordo per il "contratto" che avrebbe riscritto la storia di questo Paese.

Un sospiro di sollievo, dopo due mesi e mezzo di stallo, era stato tirato dal popolo in attesa, con Salvini e Di Maio che da questo evento avrebbero ricevuto imperitura fama presso i posteri. Grillo ha fatto un errore a puntare su Di Maio come capo politico del M5S perchè costui quando avrà esaurito il suo compito politico sarà un concorrente temibile come comico e potrebbe portargli via una fetta notevole di pubblico.

Mattarella deve essere rimasto frastornato per quello che "i due" sono andati a raccontargli. Riteneva che, dopo tutto il tempo trascorso, finalmente avrebbe potuto dare l'incarico per un governo politico, che fosse espressione del voto popolare, e invece si è trovato davanti due personaggi della commedia dell'arte che con un colpo di scena  gli hanno rappresentato, ognuno per la sua parte, due realtà diverse anzichè quella che avevano annunciato nella telefonata fatta al Quirinale da Di Maio.

E' rimasto, Mattarella, tanto frastornato che per riprendersi ha concesso ancora qualche giorno ai protagonisti per riordinare le proprie idee, piuttosto che per permettere ai due di trovare quell'accordo che le parole di Salvini, pronunciate all'uscita del colloquio, hanno definitivamente sotterrato.

In effetti quello che è stato annunciato da parte dei 5 Stelle, la consultazione on line degli "aficionados" e la "gazabata" annunciata da Salvini, sembrano più un inizio di campagna elettorale piuttosto che consultazioni della base su un contratto mai realizzato. Ma questi sono dettagli perchè prima di parlare di nuove elezioni con la stessa legge elettorale, ci sono da risolvere alcuni "problemini" che non aspettano i contorcimenti di chi per due mesi e mezzo ha continuato a raccontare frottole, a partire dall'affermazione di aver vinto le elezioni, quando non aveva vinto un bel niente al punto che oggi ci ritroviamo nella...

Mario Balzano

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